A. Manzotti, Qui si lavora ma non si cresce, in «Corriere dell’Umbria»
I dati economici emersi nelle ultime ore sul Corriere dell’Umbria mettono a nudo una realtà che come Cisl denunciamo da tempo: la nostra regione è scivolata in un paradosso che non possiamo più ignorare. L’Umbria lavora, ma non cresce. Tiene sul piano occupazionale e dell’inclusione sociale, ma arretra sul terreno dello sviluppo economico, del reddito e della produttività. La fotografia scattata dagli ultimi rapporti è chiara e preoccupante. Il Pil regionale nel 2025 è previsto in calo dello 0,2%, collocando l’Umbria tra le regioni con le peggiori performance del Paese, mentre l’Italia continua a crescere. Il settore dei servizi, che rappresenta una componente fondamentale della nostra economia, registra una contrazione del 2,3%. Allo stesso tempo gli stipendi medi umbri restano inferiori dell’11,2% rispetto alla media nazionale. Questi numeri raccontano una regione che crea occupazione ma fatica a generare ricchezza diffusa. Una regione in cui il lavoro c’è, ma troppo spesso…








